Recensioni di libri da parte dei lettori
 

Dorothy E. Stevenson: Il libro di Miss Buncle

requiempereyquem@yahoo.com 13 Giu 2016 05:49
Era certamente una satira, pensò Mr Abbott chiudendo gli occhi - quella scena
d'amore nel giardino al chiaro di luna, per esempio, e quella in cui il giovane
impiegato di banca fa una serenata con il mandolino al suo amore crudele, e le
due morigerate signore che comprano calzoni da cavallerizzo e partono per il
lontano Est - eppure c'è molta semplicità in tutto questo, una freschezza
simile al profumo del fieno appena falciato.
Fieno appena falciato, suona bene, pensò Mr Abbott. Doveva inserire "fieno
appena falciato" nello strillo o era meglio che il lettore lo scoprisse da solo?
Quant'erano stupidi i lettori! Proprio come pecore... pensò Mr Abbott
assonnato... una segue l'altra, trascurano un libro o ne comprano un altro solo
perché altri lo stanno comprando, anche se non hanno la minima idea di che cosa
manchi a uno e che cosa abbia in più l'altro. Astoria, 2011, pp. 8-9


"Allora era... era perché... perché pensavi che fossi ricco," disse
lentamente, la mente gli si schiarì a mano a mano che parlava, "hai detto che
volevi sposarmi perché pensavi che fossi ricco?"
A Vivian non piaceva metterla in quei termini, suonava sbagliato, in qualche
modo, come se l e i fosse nel torto e non Ernest.
"Le persone devono avere dei soldi, stupido!" disse con un po' meno rancore.
"Come pensi che si possa vivere senza soldi?"
"Un po' ne hanno bisogno, certo."
"Io ne ho tanto bisogno," disse con franchezza Vivian. "Solo gli i*****ti e
gli imbecilli dicono che i soldi non sono importanti. I soldi sono la cosa più
importante del mondo. Io sarei felicissima se avessi tanti, tantissimi soldi..."
"E un marito che ti annoia," suggerì Ernest, guardandola con gravità e
aspettando la sua risposta con ansia.
Lei fece un risolino isterico. "Anche se fosse il Diavolo in persona,"
gridò. Ibidem, pp 251-2


Dopo pranzo Mr Abbott portò la sua ospite a vedere un film di cui era stato
detto che fosse "LA PRODUZIONE PIÙ SPLENDIDA ED ESTREMAMENTE SORPRENDENTE DEI
NOSTRI TEMPI". Mr Abbott fu splendidamente annoiato dalla sorprendente
produzione e fu lieto di notare che anche Miss Buncle lo era. Ne fu lieto, non
perché gli piacesse che i suoi ospiti si annoiassero con splendide produzioni,
ma perché significava, ancor più inequivocabilmente di qualsiasi altra cosa
avvenuta prima, che Miss Buncle era la donna giusta. Se L a s u a b e l l
i s s i m a a m i c a annoiava Barbara Buncle, allora era proprio così. La
maggior parte delle donne e un buon numero di uomini che li circondavano stavano
seguendo le agghiaccianti av*****e de L a s u a b e l l i s s i m a a m
i c a con deciso interesse. In un certo senso, Mr Abbott ammise che e r a
sorprendente.
Era sorprendente che qualcuno avesse potuto pensare di girare un film su
quella roba e certamente la somma spesa per la produzione doveva essere
splendida - non aveva bisogno di conoscere il budget per dirlo -, ma la storia
era così puerile che avrebbe lasciato insoddisfatto anche un bambino di dieci
anni. Era solo un pretesto per le ambientazioni e le scene d'amore. L u i
imbrogliava al gioco delle carte - almeno l o r o dicevano che imbrogliava e
tutti pensavano che imbrogliasse tranne "la sua bellissima amica". L e i
credeva in lui, naturalmente, ma l u i le diceva che non avrebbe potuto
sposarla finché non si fosse vendicato. Per vendicarsi doveva recarsi alla
corte del Gran Moghul (nessuno sapeva perché e la maggior parte del pubblico
era troppo narcotizzato dall'ambientazione davvero sorprendente per conservare
qualsiasi senso critico).
"La sua bellissima amica" lo seguì da una certa distanza per vigilare sulla
sua sicurezza e attraversò incredibili av*****e nella giungla, cavandosela con
un sangue freddo in confronto al quale il sangue freddo di Elizabeth Wade
impallidiva per l'irrilevanza. "La sua bellissima amica" arrivò alla corte del
Gran Moghul appena in tempo per salvare il suo amante dalle macchinazioni di un
uomo della cui sincerità e lealtà l u i non aveva mai dubitato - fu il s
u o istinto di donna ad avvisarla che lui NON ERA BUONO. La maggior parte
delle persone con due occhi in testa avrebbe visto fin dall'inizio che
quell'uomo NON ERA BUONO (che cosa ci si può aspettare da uno strabico e con un
buco nero in mezzo agli incisivi?), ma l'amante si fidava di lui senza riserve a
dispetto di questi chiari indizi di un coure nero, e si mise anche parecchio nei
pasticci.
L'arrivo della "sua bellissima amica" alla corte del Gran Moghul fu
accompagnato da terremoti e tempeste tropicali e fulmini; il Palazzo del Gran
Moghul crollò, colonna dopo colonna, e uccise tutti - tranne, ovviamente, gli
amanti. Questi fortunati sopravvissuti erano piuttosto ignari del destino del
Gran Moghul e dei suoi mirmidoni, né fecero alcun tentativo di soccorrere il
traditore strabico che aveva una gamba bloccata sotto una colonna caduta e stava
morendo agonizzante. Lo lasciarono al suo meritato destino e fuggirono insieme
attraverso paludi infestate dagli alligatori e giungle infestate dalle tigri e
proseguendo nel frattempo intermittenti ma strazianti scene d'amore - in
un'occasione perfino mentre erano inseguiti da un elefante solitario.
Il sangue freddo di l e i era ormai scomparso, ma non la sua permanente,
e versò untuosi lacrimoni dichiarando che se l u i non l'avesse sposata si
sarebbe gettata da una scogliera - la quale era convenientemente apparsa nel bel
mezzo della giungla - per porre fine alla sua inutile e infelice esistenza. "Le
persone si comportano davvero così?" sussurrò Barbara a Mr Abbott.
******* ce ne guardi!" replicò il gentiluomo con fervore. "Andiamo via?"
Barbara rispose di sì con un cenno con la testa, dimenticando che un cenno non
poteva essere visto dal proprio compagno nel buio di una sala cinematografica.
"Le andrebbe di uscire?" ripeté Mr Abbott dopo uno o due minuti. Nel
frattempo "la sua bellissima amica" si era quasi gettata dalla scogliera, ma non
del tutto, naturalmente. L u i era riuscito ad afferrarla appena in tempo e
adesso i due erano serrati in un abbraccio frenetico... Una donna seduta proprio
davanti a Mr Abbott stava singhiozzando apertamente dentro il fazzoletto...
"Sì, andiamo," mormorò Barbara.
Se ne andarono nel modo più veloce e silenzioso che fu loro possibile,
inciampando sugli ombrelli delle persone e pestando innumerevoli dita. Tutti
s'infuriarono con loro perché impallavano la scena più cruciale, o almeno uno
dei momenti più cruciali del film. Ibidem, pp. 276-9

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