Recensioni di libri da parte dei lettori
 

Robert Walser: La passeggiata

requiempereyquem@yahoo.com 24 Feb 2016 04:28
Una ben fornita libreria mi attrasse straordinariamente e mi venne voglia di
dedicarle una visita fugace, sicché non esitai ad entrarvi con molto garbo,
supponendo naturalmente di aver più l'aria di un severo revisore contabile, di
un ispettore, di un collezionista di novità e fine intenditore, che non di un
ricco, amato e ben accolto compratore o buon cliente.
Con voce cortese e sommamente riguardosa, usando - non occorre dirlo - le
più elette espressioni, m'informai di tutto ciò che di nuovo e migliore
offriva il campo delle belle lettere.
«Posso» chiesi timidamente «conoscere e apprezzare sul momento quanto v'è
di più valido e di più serio e al tempo stesso (s'intende) di più letto e
prontamente ammirato e acquistato? Ella mi obbligherebbe in modo eccezionale se
mi volesse usare la compiacenza di esibirmi il libro che, come nessuno può
sapere meglio di lei, ha ottenuto il maggior favore sia tra il pubblico che
legge, sia presso la temuta e perciò vezzeggiata critica, e il cui successo
continua a mentenersi vivo.
«In verità m'interessa sommamente apprendere quale sia, fra le opere della
penna qui accumulate o messe in mostra, il fortunato libro in questione, la
vista del quale farà di me, con ogni probabilità, un acquirente sollecito,
lieto, entusiasta. Il desiderio di vedermi dinanzi lo scrittore prediletto dal
mondo della cultura, nonché il suo ammirato e freneticamente applaudito
capolavoro, per poi, come le dissi, comprarlo subito, me pervade tutte le
membra.
«Potrei cortesemente rivolgerle la più viva preghiera di mostrarmi questo
libro d'impareggiabile successo, sicché l'ansia che si è impadronita di me si
plachi e cessi alfine di agitarmi?».
«Con piacere» disse il libraio.
Ratto come una freccia sparì alla mia vista, per ripresentarsi un attimo
dopo all'avido amatore tenendo in mano il libro di non effimera validità,
venduto e letto più d'ogni altro.
Quel prezioso parto dell'intelletto era da lui recato con la stessa solenne
compostezza di una reliquia santificante. Il suo volto era estatico:
l'espressione irradiava sommo rispetto. Con le ******* atteggiate a quel sorriso
che è proprio solo di chi sia intimamente compenetrato, egli depose innanzi a
me, col fare più suadente, l'oggetto della sua pronta ricerca. Io gettai al
libro uno sguardo severo e chiesi:
«Può lei giurarmi che questo è il libro di maggior successo dell'anno?».
«Senza dubbio».
«Può affermare che questo è il libro che bisogna assolutamente aver
letto?».
«Assolutamente».
«È davvero un bel libro?».
«La sua domanda è del tutto superflua e inopportuna!».
«La ringrazio molto» dissi imperturbabile, lasciai dove si trovava il libro
che aveva ottenuto il massimo successo di vendita perché bisognava
assolutamente averlo letto, e uscii senz'altro aggiungere, ossia in perfetto
silenzio. Adelphi, 1976, pp. 14-16

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