Recensioni di libri da parte dei lettori
 

Jacqueline Susann: La Macchina dell'amore

requiempereyquem@yahoo.com 24 Feb 2016 04:30
Ethel rimase immobile sul divano. Non riusciva a crederci. Diceva sul serio!
Sarebbe diventata Mrs. Christie Lane. Alzò lo sguardo mentre Christie
rientrava, con il soprabito sul braccio.
«Be', cosa stai a fare, lì seduta?» domandò lui. «Non vuoi che ci
sposiamo?» Poi, mentre lei assentiva senza dir parola, fece schioccare le dita.
«Be', sbrigati, comincia a occuparti dei preparativi.»
Lei si alzò di scatto dal divano per precipitarsi tra le sue braccia. «Oh,
Christie», le lacrime erano autentiche. «Ma davvero, dici sul serio?»
Lui aveva un'aria un po' imbarazzata mentre si scioglieva dall'abbraccio.
«Sicuro, sicuro. Adesso pensa a fare quelle telefonate, pupa.» Si diresse alla
porta.
«Ma dove stai andando?»
Lui esitò. Poi con un mezzo sorriso rispose: «A comperare le fedi
matrimoniali.»
Uscito dall'albergo, Christie si diresse verso il centro. Giunse alla
Quarantasettesima Strada e si avviò verso quello che era noto come il quartiere
dei gioiellieri. Conosceva parecchi di quei negozi; gli Edelman gli facevano
fare sempre buoni affari quando andava a comprare i gemelli d'oro per gli autori
e il resto della troupe, a Natale. Li vide attraverso la vetrina mentre passava
davanti al negozio. Fece un cenno di saluto e poi si chiese come mai non si era
fermato. Ma continuò a camminare, diretto verso est. Si scoprì a dirigersi
verso la Quinta Avenue. Affrettò il passo mentre prendeva lentamente coscienza
della destinazione scelta dal suo subconscio. Si mise a correre. Quando giunse
nella Cinquantesima era senza fiato. Esitò per un attimo, quindi risalì
lentamente i gradini della Cattedrale di St. Patrick.
Di nascita Christie era cattolico. Accettava questo fatto così come si
accetta il colore della propria pelle. Non era praticante, non ricordava neppure
il catechismo, per quanto l'avesse imparato a memoria quando si era preparato
alla prima comunione. Ma con il divorzio dei genitori la sua educazione
religiosa aveva subito una definitiva battuta d'arresto. Sua madre si era
risposata: il secondo marito era protestante, e il figlio che avevano messo al
mondo era stato allevato secondo i principi della fede battista. O forse di
quella metodista? Con il patrigno non andava d'accordo e a quattordici anni se
n'era andato di casa. Adesso, nella calda penombra della Cattedrale di St.
Patrick, tutti i rituali dimenticati gli tornarono lentamente alla memoria.
Automaticamente immerse le dita nell'acqua santa e si fece il segno della croce.
Oltrepassò ******* e ******* di candele accese osservando le stazioni della Via
Crucis. Vide una donna accostarsi a uno dei piccoli confessionali. A un tratto
sentì un'urgente necessità di confessarsi. Si avvicinò nervosamente a un
confessionale. Poi si fermò. Era passato tanto tempo. L'ultima volta era stato
a quattordici anni, dopo la prima volta che era andato a donne. Aveva sperato
che l'atto della confessione gli evitasse di prendersi qualche brutta malattia.
Si era buttato addosso alla ragazza con tanta foga che solo dopo si era reso
conto di che ******* bagascia si trattava. Ma cosa si poteva pretendere per
mezzo dollaro, in un portone? Una donna lasciò il confessionale dirigendosi a
un banco. La vide inginocchiarsi e tirar fuori un rosario. Teneva gli occhi
chiusi e muoveva le ******* mentre si faceva passare i grani tra le dita. Non
doveva far altro che inginocchiarsi e dire: «Perdonatemi, padre, perché ho
peccato.» Andò al confessionale, si inginocchiò e mormorò: «Perdonatemi,
padre, perché ho peccato.»
«Sì, figlio mio?»
Intravvide vagamente il profilo scuro del sacerdote, al di là della grata.
«Ho commesso molti peccati mortali,» rispose Christie. «Ho vissuto con una
donna che non era mia moglie. Ho pronunciato il nome di ******* invano.»
«Hai intenzione di fare ammenda?»
«Sì, padre. Voglio sposare questa donna, e avere un figlio, e...» Si
interruppe. Avrebbe voluto dire: «E l'amerò, e avrò cura di lei», ma quelle
parole gli rimasero chiuse in ******* Balzò in piedi e corse via. Andò fino
in fondo alla chiesa: sapeva che doveva esserci un'uscita laterale, da qualche
parte. Il suo sguardo percorse la parete dove decine e decine di candele accese
palpitavano nella luce fioca. Diverse persone erano inginocchiate davanti alla
Vergine Maria. Ripercorse all'indietro la navata laterale della chiesa. Sotto
ogni statua risplendeva il bagliore dei ceri. Sembrava un mare di luce, in cui
ogni fiammella rappresentava una preghiera personale. A un tratto passò davanti
a un altare buio: solo dopo qualche istante si accorse che vi ardeva un unico
lumino solitario; una candela tra due schiere di candele spente. Brillava,
impavida e altera nella sua patetica solitudine. Non gli parve giusto: era
l'unico santo di tutta l'azienda che non avesse niente da fare. Lesse la
targhetta: St. Andrew.
Si guardò attorno per assicurarsi che nessuno lo osservasse, poi si mise in
ginocchio. I gradini di pietra erano duri. Si tenne il capo tra le mani, poi
alzò lo sguardo. «Benissimo, Andy, vecchio mio. Voglio parlare a te dei fatti
miei. A giudicare dalle apparenze non sei molto occupato e puoi stare a
sentirmi. Quest'unico cero che hai qui davanti è quasi consumato, per cui
probabilmente hai già sbrigato la faccenda.» Si rialzò. Ma stava diventando
matto? Star lì a chiacchierare come se fosse una persona vera, parlare a un
pezzo di gesso... E poi i ******* non esistevano. Erano solo dei pazzoidi
radicali che si erano fatti ammazzare per una qualche Causa. E cosa cambiava,
alla fin fine? Ormai erano scomparsi, divenuti polvere, mentre la gente
continuava a peccare, a combattere e a morire. Come Amanda. Amanda... Il filo
dei suoi pensieri si spezzò mentre gli salivano le lacrime agli occhi. Nascose
il viso tra le mani singhiozzando in silenzio. «Oh, Mandy,» bisbigliò, «non
pensavo niente di quel che ho detto in quella stanza. Oh, buon ******* se
esiste un Cielo e Tu mi ascolti, dille che non erano i miei veri pensieri.
Mandy, puoi sentirmi, pupa? Ti amo. Non ho mai amato nessun'altra. Non amerò
mai nessun'altra. E non importa che tu non mi abbia amato. Io ti ho amata, ed è
questo che conta. Forse è per questo che ora sposo Ethel. Amavo te e tu mi hai
lasciato per un altro, ed è stata dura. Probabilmente oggi mi è tornato alla
mente e tutt'a un tratto mi sono detto: perché far soffrire Ethel? Non l'amo,
ma lei mi vuole bene. E allora perché non renderla felice? Per cui capisci,
pupa, è per te indirettamente che Ethel sarà felice. E quando avrò mio
figlio, allora sarò felice anch'io. Perché le cose devono andare così, Mandy?
Perché Ethel deve amare me, mentre io amavo te e... oh, ******* - perdonami,
pupa - ma perché la gente non può volersi bene? Ma io darò tutto a mio
figlio... E senti, Mandy, magari quando uscirò di qui mi dirò che sono matto,
ma adesso, in questo momento, sono convinto che tu possa sentirmi. E credo che
questo St. Andrew sia lì con te, e magari c'è un qualcosa dopo che abbiamo
tirato le cuoia. Non posso cominciare adesso a fare il bigotto e ad andare a
messa, ma ti dico una cosa: tirerò su mio figlio da buon cattolico, e non dirò
mai mezza parola sbagliata davanti a lui. E, pupa, non smetterò mai di amarti.
Credo che tu lo sappia, vero Mandy? Tu non sei giù, sottoterra, in una cassa.
Sei lassù, da qualche parte, e sei felice. Lo sento. Gesù, ne sono convinto!»
Fece una pausa e per un attimo il bel viso di lei gli parve vicinissimo. E
sorrideva. Anche lui sorrise.
«Okay, pupa, abbiti cura, lassù. E chi lo sa? Magari c'è davvero una
seconda occasione, e magari questa volta ci andrà bene.» Chiuse gli occhi.
«St. Andrew, aiutami a essere un buon padre. E dammi un figlio buono e sano.»
Si rialzò, poi bruscamente tornò a inginocchiarsi. «E, a proposito, ringrazia
il Capo, lassù, per tutta la fortuna che mi ha regalato. E prega per me.»
Si rialzò, fece scivolare un quarto di dollaro nella cassetta, prese un
legnetto e accese una candela. Ora due ceri brillavano insieme. Ma stranamente
quel lumino in più pareva mettere ancora più in risalto le grigie ******* di
candele spente. Guardò la statua di St. Andrew. «So quel che provi... è
capitato anche a me, quando lavoravo nei night-club quasi vuoti, con sì e no
due tavoli occupati. Continuavo a fissare tutte quelle tovaglie bianche sui
tavoli deserti, e alla fine ero come uno accecato dalla neve.» Si frugò in
tasca e ne trasse un dollaro, lo mise nella cassetta e accese altre quattro
candele. L'effetto era ancora piuttosto squallido in paragone agli altri altari.
Christie ebbe un'alzata di spalle. «Al diavolo, non voglio fare lo spilorcio.»
Tirò fuori un biglietto da venti dollari, lo cacciò nella cassetta e quindi
accese con cura tutte le candele. Fece un passo indietro per contemplare
soddisfatto il risultato. «Andy, vecchio mio... quando i preti verranno a fare
il giro di controllo, questa sera, avranno una bella sorpresa: hai l'indice di
gradimento più alto di tutta la baracca!» Quindi tornò nella zona dei
grossisti di gioielli e comperò due vere d'oro. Garzanti, 1975, pp. 315-8

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