Recensioni di libri da parte dei lettori
 

il problema di Yalom

anacleto.colombo@gmail.com 21 Ago 2015 18:48
Siete un pelato col pizzetto, ma non vi chiamate Pier Sandro Pallavicini. Siete
uno psichiatra californiano di successo.

Avete pubblicato due romanzi intellettuali intitolati "Le lacrime di Nietsche"
(il vostro alter ego si cala nei panni di Breuer) e "La cura Schopenhauer (il
vostro alter ego si cura a suon di citazioni schopenhaueriane).

Visto che il genere tira, il vostro editore insiste affinché scriviate un terzo
libro, in cui necessariamente devono figurare un gigante del pensiero e una
qualche turba psichica.

Da anni siete affascinato da Spinoza e cercate il modo di infilarlo in qualche
libro. Una parola: Spinoza sarebbe perfetto come gigante del pensiero, ma nella
sua vita non è successo niente di romanzabile ed è la réclame del
razionalismo, per cui di turbe psichiche non se ne parla proprio. Il vostro
desiderio di metterlo in qualche libro è destinato a restare frustrato.

Un bel giorno andate in Europa per un congresso e a latere ci infilate una vista
alla Spinozahuit di Rijnsburg. Nella prima stanza la biblioteca del filosofo,
nella seconda le apparecchiature per molare le lenti.

La biblioteca del filosofo, vi spiega il custode, è finta.

Nei libri non ci sono le sue impronte digitali. I libri originali maneggiati da
Spinoza nel XVII secolo furono venduti all'asta per pagare il funerale e per
monetizzare la eredità della sorella superstite. Ma un notaio scrupoloso aveva
stilato un elenco preciso dei volumi e nel 1900 un facoltoso benefattore aveva
ricostruito per 3/4 la biblioteca originale, cercando e comprando gli stessi
titoli nelle stesse edizione e negli stessi anni degli originali in pos***** di
Spinoza. Anche le attrezzature ottiche erano delle repliche coeve.

Nel 1940 il museo, come tanti altri in altre zone occupate, era stato
saccheggiato dai nazisti per imboscarne le opere in Germania: un apposito
ufficio alle dipendenze di Rosenberg, l'ideologo antisemita, confiscava,
elencava e verbalizzava le predazioni. Finita la guerra e impiccato Rosenberg,
anche le opere un po' per volta rispuntavano per essere restituite ai pos*****ri
legittimi.

Anche i libri di Spinoza tornarono a casa, arricchiti dal verbale di sequesto.
Nel verbale di sequestro leggete:

"... opere giovanili preziose, di grande importanza per l'esplorazione del
problema Spinoza".

Che problema aveva l'antisemita Rosenberg con l'ateo-ebreo Spinoza?

La risposta alla domanda è contenuta nel libro "il problema Spinoza", di Irvin
Yalom, Neri Pozza, trad. di Serena Prina, 441 pagg., 17.50 euro.
Giacobino da Tradate 23 Ago 2015 15:17
Il 21/08/2015 18.48, anacleto.colombo@gmail.com ha scritto:

> Che problema aveva l'antisemita Rosenberg con l'ateo-ebreo Spinoza?

> La risposta alla domanda è contenuta nel libro "il problema Spinoza",
> di

Questa recensione ha la stessa utilita' di uno che va alla prima della
scala e invece di riferire com'era l'opera e come cantava la soprano,
perde tempo a descrivere chi c'era nel foyer e com' erano abbigliate le
signore.



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Per un giacobinismo in salsa padana
anacleto.colombo@gmail.com 25 Ago 2015 19:55
Il giorno domenica 23 agosto 2015 15:17:17 UTC+2, Giacobino da Tradate ha

>> Che problema aveva l'antisemita Rosenberg con l'ateo-ebreo Spinoza?
>> La risposta alla domanda è contenuta nel libro "il problema Spinoza",
>> di

> Questa recensione ha la stessa utilita' di uno che va alla prima della
> scala e invece di riferire com'era l'opera e come cantava la soprano,
> perde tempo a descrivere chi c'era nel foyer

Il problema di Yalom (infilare Spinoza in un romanzo con dentro uno psichiatra)
è stato risolto in maniera brillante come segue:

- a capitoli alterni il libro segue capp. pari Rosenberg e capp. dispari
Spinoza

- Alfred Rosenberg è stato l'ideologo del nazismo, autore di un micidiale
mattone semita che bisognava comprare per forza ma nessuno capiva o apprezzava,
lui percepiva questa scetticismo e ne soffriva, tanto che un paio di volte fu
ricoverato per esaurimento nervoso sul più bello del nazismo.

- Spinoza lo diamo per noto

- il filone di Rosenberg, dalla giovinezza di Estonia all'impiccagione, è
romanzata introducendo un amico di famiglia fittizio, laureato in medicina e
specializzato in psichiatria, che discute con lui e senza parere, e ultimanete
anche esplicitamente, gli fa la psicoterapia. Rosenberg ne esce com un fanatico
di poche e grossolane idee, insicuro e velleitario.

- il filone di Spinoza è risolto introducendo un discepolo che dialoga via via
col maestro. Tutte le affermazioni messe in bocca a Spinoza sono tratte dalle
loro opere.

- il problema di cui al titolo si riconduce al fatto che siccome l'antisemita
Rosenberg venerava Goethe e Goethe venerava l'ebreo Spinoza, allora per il
principio transitivo della venerazione, si ipotizza che R. sia stato affascinato
dal filosofo e indotto ad approfondirlo.

Risultato:

- due biografie romanzate al prezzo di una

- la parte Spinoziana che è un conte philosophique di gradevole lettura ed
efficace ripasso.

Il giudizio conclusivo è pertanto positivo.

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